Lezione e quiz, patente B

Guida in condizioni particolari

22 quiz gratis su guida in condizioni particolari, aggiornati al 2026: affermazioni vero o falso nel formato dell'esame, ognuna con la spiegazione, senza registrazione.

Studia le regole

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Tre affermazioni per vedere cosa sai già, poi il quiz completo da 22 domande. Le regole sono subito sotto.

Domanda 1 di 1

  1. In galleria le luci anabbaglianti si accendono solo quando l'illuminazione interna è assente.

  2. Con nebbia fitta conviene seguire da vicino le luci posteriori del veicolo che precede per orientarsi.

  3. Con pioggia molto forte le luci di emergenza vanno tenute accese durante la marcia.

Le regole

Domanda 1 di 1

Regola 1

Quali luci accendere

Fuori dei centri abitati gli anabbaglianti si tengono accesi anche di giorno, su ogni strada extraurbana e in autostrada; i veicoli dotati di luci di marcia diurna possono usare queste al loro posto. In galleria gli anabbaglianti si accendono sempre, anche di giorno e anche se la galleria è illuminata, perché l'occhio impiega tempo ad adattarsi tra luce e buio. I fendinebbia anteriori si usano con nebbia, foschia, nevicata o pioggia intensa, non con aria limpida. La luce posteriore per nebbia si accende con nebbia e visibilità inferiore a 50 metri, con pioggia intensa o con fitta nevicata in atto (art. 153, c. 8), perché altrimenti abbaglia chi segue e si confonde con le luci di stop.

Esempio

A mezzogiorno di luglio si entra in una galleria dell'autostrada perfettamente illuminata: si accendono gli anabbaglianti prima dell'imbocco.

Riferimento: CdS art. 152; CdS art. 153

Trappole d'esame

  • «In galleria solo se l'illuminazione interna manca»: falso, sempre.
  • «La luce posteriore per nebbia si usa con qualunque visibilità ridotta» o «i fendinebbia anteriori in qualunque condizione»: falso.

Regola 2

Nebbia

Con la nebbia la velocità si adegua alla visibilità, in modo da fermarsi entro il tratto visibile. Gli abbaglianti peggiorano la situazione, perché la luce si riflette sulle goccioline e crea un muro bianco: si usano anabbaglianti e fendinebbia. Seguire da vicino le luci posteriori di chi precede è un errore, perché si viaggia alla sua velocità senza vedere la strada e senza spazio per frenare. Abbassare il finestrino aiuta a sentire i veicoli vicini, soprattutto agli incroci.

Esempio

Nella Pianura Padana la visibilità scende a una quarantina di metri: si rallenta finché ci si può fermare entro quello spazio e si lascia allontanare l'auto davanti.

Riferimento: CdS art. 141; CdS art. 153

Trappole d'esame

  • «Con nebbia fitta gli abbaglianti migliorano la visibilità»: falso.
  • «Conviene seguire da vicino le luci di chi precede»: falso.

Regola 3

Pioggia e aquaplaning

L'aquaplaning avviene quando un velo d'acqua si interpone tra pneumatico e asfalto e annulla l'aderenza. Il rischio cresce con la velocità, con il battistrada consumato e con l'acqua stagnante, quindi con pioggia intensa si rallenta. Su fondo bagnato la frenata si allunga, e in discesa ancora di più, perché al calo di aderenza si somma la spinta del peso. Dopo una pozzanghera profonda si asciugano i freni con leggere frenate. Le luci di emergenza non si accendono in marcia per la pioggia: servono a segnalare un veicolo fermo che costituisce pericolo.

Esempio

Il volante diventa improvvisamente leggero su una pozza in autostrada: si toglie il piede dall'acceleratore senza frenare e si tiene lo sterzo dritto finché le gomme riprendono aderenza.

Riferimento: CdS art. 141

Trappole d'esame

  • «Con pioggia forte si tengono accese le quattro frecce in marcia»: falso.
  • «In discesa bagnata la frenata è uguale all'asciutto»: falso.

Regola 4

Neve e ghiaccio

Su neve e ghiaccio ogni manovra si fa con la massima dolcezza: niente accelerazioni, frenate o sterzate brusche. Per rallentare sul ghiaccio si usa il freno motore, con gradualità. Le catene si montano sulle ruote motrici, che nelle auto a trazione posteriore sono quelle dietro. Il cambio automatico non elimina gli slittamenti: l'aderenza dipende dal contatto tra gomma e strada.

Esempio

Su un'auto a trazione posteriore si montano le catene sulle ruote dietro, non davanti, anche se davanti è più comodo.

Riferimento: CdS art. 141

Trappole d'esame

  • «Sul ghiaccio conviene frenare bruscamente»: falso.
  • «Le catene vanno sempre davanti»: falso, sulle ruote motrici.

Regola 5

Buio, abbagliamento e sole basso

Di notte la velocità deve consentire di fermarsi entro il tratto illuminato dai fari. Non si guardano direttamente i fari di chi arriva, che lasciano per qualche secondo una zona cieca: lo sguardo va verso il margine destro. Con il sole basso che abbaglia si rallenta, non si accelera, perché lo spazio di arresto deve restare dentro il tratto che si vede davvero.

Esempio

Al tramonto, guidando verso ovest, il sole entra dritto nel parabrezza: si abbassa l'aletta parasole e si riduce la velocità finché la strada torna visibile.

Riferimento: CdS art. 141

Trappole d'esame

  • «Con il sole che abbaglia conviene accelerare per uscire prima dal tratto»: falso.

Regola 6

Vento laterale e lunghe discese

Il vento laterale forte richiede una presa salda del volante, soprattutto all'uscita delle gallerie e sui viadotti, dove una raffica può spostare il veicolo. Nelle discese lunghe e ripide non si va in folle: si perde il freno motore e i freni, usati di continuo, si surriscaldano fino a perdere efficacia. Si inserisce una marcia bassa e si usa il freno a tratti.

Esempio

Scendendo da un passo alpino si inserisce la terza o la seconda e si frena solo prima dei tornanti, lasciando raffreddare i freni nei rettilinei.

Riferimento: CdS art. 141

Trappole d'esame

  • «In discesa conviene la folle per risparmiare carburante»: falso.

Regola 7

Cosa può andare storto

Tre scene mostrano che cosa succede quando luci e velocità non seguono il meteo. Prima scena: una mattina di dicembre sull'autostrada A4 tra Brescia e Verona la nebbia riduce la visibilità a pochi metri. Un conducente accende gli abbaglianti per vedere meglio e si mette a pochi metri dalle luci posteriori di un furgone per orientarsi. Il furgone frena per una coda e l'auto lo tampona, e dietro altre auto fanno lo stesso. L'art. 141 del Codice della Strada impone di regolare la velocità in modo da fermarsi entro il campo visibile, e gli abbaglianti nella nebbia creano solo un muro di luce. Seconda scena: sulla strada statale del Brennero, a mezzogiorno, un conducente entra in una galleria illuminata senza accendere gli anabbaglianti. Poco dopo l'imbocco rallenta dietro un furgone in panne. Chi lo segue, con gli occhi non ancora abituati al passaggio dal sole alla penombra, vede tardi l'auto senza luci e la tampona. L'art. 153 impone gli anabbaglianti in galleria sempre, anche di giorno e con la galleria illuminata, proprio per essere visibili in quei secondi. Terza scena: sull'autostrada A24 verso L'Aquila, dopo una nevicata, il conducente di un'auto a trazione anteriore con cambio automatico, convinto che l'automatico eviti gli slittamenti, affronta una discesa ghiacciata a velocità normale e frena di colpo prima di una curva. Le ruote si bloccano, l'auto va dritta e finisce contro la barriera. Sul ghiaccio si rallenta prima, con il freno motore e con gradualità. La lezione comune è semplice. Con il maltempo si scelgono le luci giuste, si guida per fermarsi entro ciò che si vede e ogni manovra diventa lenta e dolce.

Riferimento: CdS art. 141; CdS art. 153

CdS: Codice della Strada (d.lgs. 285/1992). Reg.: Regolamento di esecuzione (d.P.R. 495/1992). c.: comma.

Testo completo del Codice: www.aci.it/i-servizi/normative/codice-della-strada.html

Parole trappola

Le affermazioni false dell'esame spesso ripetono una regola vera e cambiano una sola parola. Queste sono le parole da leggere con attenzione in questo argomento.

Parole che tornano in tutti gli argomenti

sempre
Assoluto: la frase è vera solo se non esiste nessuna eccezione.
«Rispettare il limite garantisce sempre una velocità sicura»: falso, con nebbia o ghiaccio si va più piano.
solo, soltanto, esclusivamente
Restrittivo: esclude ogni altro caso. Basta un'eccezione perché la frase sia falsa.
«Il segnale bambini è posto soltanto davanti alle scuole elementari»: falso, si trova anche vicino a parchi e impianti sportivi.
mai, in nessun caso
Assoluto negativo: la frase è vera solo se il comportamento non è ammesso in nessuna situazione.
«Chi ha la precedenza non può in nessun caso cederla»: falso, la può cedere se lo fa in modo chiaro.
ovvero
Nel linguaggio del Codice significa «oppure» e introduce un'alternativa. Non vuol dire «cioè».
Sosta di emergenza: veicolo inutilizzabile per avaria ovvero conducente che deve fermarsi per malessere (art. 157). Sono due casi diversi, ne basta uno.
obbligatoriamente, è obbligatorio
Indica un dovere: non basta che il comportamento sia permesso, deve essere imposto.
«Il sorpasso a sinistra è obbligatorio anche per superare chi sta svoltando a sinistra»: falso, in quel caso si sorpassa a destra.
è consentito, è ammesso
Indica un permesso, non un dovere. «È consentito» non significa «è obbligatorio», e viceversa.
«È consentito sorpassare a destra chi ha segnalato la svolta a sinistra»: vero, e l'art. 148 c. 7 lo impone, perché dice che il sorpasso «deve» avvenire a destra.
di norma, di regola
Indica la regola generale, che ammette eccezioni. Una frase con «di norma» non pretende di valere in ogni caso.
«Fuori dei centri abitati i segnali di pericolo sono collocati di norma a 150 metri»: vero, se la distanza è diversa lo indica un pannello.
anche
Estende la regola a un caso in più. Chiedersi se quel caso aggiunto rientra davvero nella regola.
«Il divieto di sosta vieta anche la fermata»: falso, sotto il divieto di sosta la fermata breve resta consentita.
automaticamente, di per sé
Suggerisce un effetto che scatta da solo. Spesso l'effetto dipende invece da un segnale o da una condizione precisa.
«Con la nebbia il limite autostradale scende automaticamente a 90 km/h»: falso, la riduzione automatica riguarda le precipitazioni.
qualsiasi, qualunque, in ogni caso
Generalizza a tutti i casi. Cercare la categoria o la situazione che la regola esclude.
«La distanza di sicurezza è uguale a qualunque velocità»: falso, cresce con la velocità.
corsia
Parte della carreggiata larga quanto basta per una sola fila di veicoli (art. 3).
Una carreggiata a doppio senso ha di solito due corsie, una per senso di marcia.
carreggiata
Parte della strada destinata ai veicoli, composta da una o più corsie (art. 3). Non comprende banchina e marciapiede.
Un limite di velocità vale per tutta la carreggiata, non per la sola corsia accanto al cartello.
banchina
Striscia a lato della carreggiata, fuori di essa: non è destinata alla marcia dei veicoli (art. 3).
Fuori dei centri abitati la sosta si fa fuori della carreggiata, per esempio su una banchina idonea (art. 157 c. 3).
fermata
Sospensione breve della marcia per far salire o scendere persone, con il conducente presente e pronto a ripartire (art. 157).
Accostare per far scendere un passeggero e ripartire subito è una fermata, non una sosta.
sosta
Sospensione prolungata della marcia, durante la quale il conducente può allontanarsi (art. 157).
Il divieto di sosta non vieta la fermata; il divieto di fermata vieta anche la sosta.
arresto
Interruzione della marcia dovuta alla circolazione, per esempio un semaforo rosso o una coda. Non è una scelta del conducente (art. 157).
Fermarsi al rosso è un arresto; nessun divieto di fermata lo impedisce.

Cosa fare dopo

Tutti gli argomenti d'esame

Contenuto a scopo educativo. Per l'ufficialità consulta il Codice della Strada e le note legali.

Le stesse domande, come le scrive il Ministero. Su «Guida in relazione alle qualità e condizioni fisiche e psichiche» il listato ministeriale ha 140 domande ufficiali, senza spiegazione, con le parole esatte che si leggono in motorizzazione. Provale dopo aver studiato la regola qui sopra.